GiufÓ e la statua di gesso GiufÓ e le stelle GiufÓ al mercato GiufÓ e la luna GiufÓ e il chiodo GiufÓ e la pentola GiufÓ e i ladri GiufÓ fa il giudice GiufÓ, il cristiano e l'ebreo GiufÓ e i tre ceci GiufÓ e le chiacchiere GiufÓ e il commerciante GiufÓ e i cento dinari GiufÓ e i dieci asini

 

GiufÓ e la statua di gesso

Un giorno la madre disse a GiufÓ: "Prendi un poĺ di questa tela; vai a venderla in qualche paese lontano, ma fai attenzione, lĺhai da vendere a quelle persone che parlano poco".
GiufÓ partý con la tela in spalla e and˛ a venderla.
Arrivato in paese cominci˛ a gridare: "Chi vuole la tela!".
Le persone lo chiamavano, ma cominciavano a parlare assai: a chi pareva grossolana, a chi pareva cara. A GiufÓ invece pareva che parlassero assai, e non gliene voleva dare.
Cammina di qua, cammina di lÓ, si infila in un cortile. Non cĺera nessuno; ma ci trov˛ una statua di gesso e GiufÓ le disse: "La volete comprare la mia tela?"
La statua non rispondeva; ma intanto GiufÓ vide che parlava poco:
"A voi, che parlate poco, voglio vendere la tela".
Prende la tela e gliela mette su una spalla.
"Domani vengo per la grana", e se ne and˛.
Quando fece giorno, torn˛ dalla statua per riscuotere i quattrini, ma la tela non la trov˛, e arrabbiato le ripeteva:
"Dammi i soldi della tela".
Ma la statua continuava a stare zitta.
"GiacchÚ non mi vuoi pagare, ti faccio vedere chi sono io", e afferrato un bastone comincia a prenderla a mazzate fino a ridurla in pezzi.
Ma (sorpresa ! ) nella pancia ci trova una pentola di denari.
Si mette i denari nel sacco e se ne torna da sua mamma.
Arrivato da sua madre le disse: "La tela la vendetti a uno che non parlava, ma la grana la sera non me ne dette; poi ci tornai la mattina col bastone, lĺammazzai di legnate, la gettai a terra e (finalmente) mi dette Ĺsti denari >.
La mamma, che era furba, gli disse: - Non dire niente a nessuno, che a poco a poco ci godremo 'sti denari -.