Il vigile urbano

di Gianni Rodari

Chi è più forte del vigile urbano?
Ferma i tram con una mano.
Con un dito, calmo e sereno,
tiene indietro un autotreno:
cento motori scalpitanti
li mette a cuccia alzando i guanti.
Sempre in croce in mezzo al baccano
chi è più paziente del vigile urbano?







Un governo che piace a me

di Gianni Rodari

Signore e signori,
ancora non c'è
un Governo che piace a me.
Se potessi nominarlo
é così che vorrei farlo:

un Ministro del Caffelatte
per cominciare bene la giornata,
con un Segretario dei i Biscotti
e uno per la Marmellata;
e se toccasse un mattino
a un solo cittadino
di rimanere senza colazione,
via! Il Ministro in prigione.
Nominerei, s'intende,
un Ministro per i Giocattoli
e uno per le Merende,
e al posto del Ministro della Guerra
io ci metterei quello della Pace…

battetemi le mani
se il discorso vi piace!







Un computer è un amico

Un computer è un amico
con il quale puoi giocare,
però è anche uno strumento
che ti aiuta ad imparare
mette in moto
il tuo cervello
tiene sveglie le tue mani
però dopo un po'
si smette:
ci giocherai domani





Il posto delle favole

di Gianni Rodari

Le favole dove stanno?
Ce n'è una in ogni cosa:
nel legno, nel tavolino,
nel bicchiere, nella rosa..
La favola sta lì dentro
da tanto tempo, e non parla:
è una bella addormentata
e bisogna svegliarla..
Ma se un principe, o un poeta,
a baciarla non verrà
un bimbo la sua favola
invano aspetterà.








 
 




Festa di quartiere

Niente auto rumorose,
solo musiche briose
Niente moto scoppiettanti
solo biscotti, torte e croccanti.
Niente fumi intossicanti
solo danze spumeggianti.

Vorrei ci fosse tutte le sere
una festa di quartiere
dove la gente canta e ride
e la vita le sorride





Quello che resta

di Germana Bruno

E adesso non sono più la tua maestra,
ma rimarrai qui, dentro la testa,
dentro il mio cuore e
in mezzo ai miei pensieri
anche quando io sarò per te già ieri.
Per me sei ieri, oggi e anche domani,
sei stato il bimbo dato alle mie mani
per diventare ragazzo e uomo vero,
per fare cose di cui puoi andare fiero.
Ma in fondo io so già quello che resta
sarò per te per sempre la maestra
e tu per me non uno dei tanti,
ma il più importante, come tutti quanti.




I bambini giocano alla guerra

di Bertolt Brecht

È raro che giochino alla pace
perché gli adulti
da sempre fanno la guerra,
tu fai “pum” e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo non ride più.

È la guerra.
C’è un altro gioco
da inventare:
far sorridere il mondo,
non farlo piangere.
Pace vuol dire
che non a tutti piace
lo stesso gioco,
che i tuoi giocattoli
piacciono anche
agli altri bimbi
che spesso non ne hanno
perché ne hai troppi tu;
che i disegni degli altri bambini
non sono dei pasticci;
che la tua mamma
non è solo tutta tua;
che tutti i bambini
sono tuoi amici.
E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura.