Un computer è un amico

Un computer è un amico
con il quale puoi giocare,
però è anche uno strumento
che ti aiuta ad imparare
mette in moto
il tuo cervello
tiene sveglie le tue mani
però dopo un po'
si smette:
ci giocherai domani





Festa di quartiere

Niente auto rumorose,
solo musiche briose
Niente moto scoppiettanti
solo biscotti, torte e croccanti.
Niente fumi intossicanti
solo danze spumeggianti.

Vorrei ci fosse tutte le sere
una festa di quartiere
dove la gente canta e ride
e la vita le sorride





Quello che resta

di Germana Bruno

E adesso non sono più la tua maestra,
ma rimarrai qui, dentro la testa,
dentro il mio cuore e
in mezzo ai miei pensieri
anche quando io sarò per te già ieri.
Per me sei ieri, oggi e anche domani,
sei stato il bimbo dato alle mie mani
per diventare ragazzo e uomo vero,
per fare cose di cui puoi andare fiero.
Ma in fondo io so già quello che resta
sarò per te per sempre la maestra
e tu per me non uno dei tanti,
ma il più importante, come tutti quanti.




I bambini giocano alla guerra

di Bertolt Brecht

È raro che giochino alla pace
perché gli adulti
da sempre fanno la guerra,
tu fai “pum” e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo non ride più.

È la guerra.
C’è un altro gioco
da inventare:
far sorridere il mondo,
non farlo piangere.
Pace vuol dire
che non a tutti piace
lo stesso gioco,
che i tuoi giocattoli
piacciono anche
agli altri bimbi
che spesso non ne hanno
perché ne hai troppi tu;
che i disegni degli altri bambini
non sono dei pasticci;
che la tua mamma
non è solo tutta tua;
che tutti i bambini
sono tuoi amici.
E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura.